LEGGE 10/91 e S.m.i. con integrazione dei regolamenti regionali

09 Gennaio 1991 - Legge n. 10
"Norme per l'attuazione del Piano Energetico Nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia"  (pubblicato in G.U. Suppl. Straord. n. 13 del 16/01/1991)
E’ la prima legge che ha l'intento di razionalizzare l'uso dell’energia per il riscaldamento quindi si propone di regolamentare il settore termotecnico.
La Lg.10/91 stabilisce i criteri, le condizioni e le modalità per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici al fine di favorirne lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili e la diversificazione energetica, contribuire a conseguire gli obiettivi nazionali di limitazione di emissioni di gas a effetto serra posti dal protocollo di Kioto.
Per le finalità sopra descritte, al proposito di avere sotto controllo la situazione energetica globale, per tutti gli edifici di nuova costruzione o per i quali viene presentata la domanda di inizio lavori a seguito di ristrutturazioni, è fatto obbligo sviluppare la relazione tecnica di Legge 10.
La Legge 10 è lo sviluppo di:
- Progettazione delle stratigrafie degli elementi opachi verticali, orizzontali e inclinati con la verifica che le stesse non presentino problemi di condense
- Progettazione degli elementi vetrati
- Individuazione di un impianto di riscaldamento in tutte le sue parti (tipo di Generatore, tipo di distribuzione e regolazione)
Tali scelte devono essere fatte raggiungendo i criteri posti dalla legislazione vigente che punta, nel futuro a minimizzare sempre di più le dispersioni di calore, ovvero attenuare il consumo di energia termica attraverso la coibentazione dell’involucro dell’edificio, nonché con la scelta di impianti ad alto rendimento.

La legge propone un percorso per la valutazione del bilancio energetico invernale di un edificio in cui vi sono apporti di calore e dispersioni di calore: la loro somma algebrica rappresenta il bilancio energetico. Per far sì che questo bilancio sia attivo (cioè l'interno dell'edificio sia più caldo dell'esterno) è necessario spendere dell'energia (primaria) per ottenere una determinata temperatura prefissata (21 °C).

La legge impone anche la verifica della "tenuta" dell'isolamento di pareti e tetto al fine di non disperdere calore inutilmente: l'obiettivo è proprio quello di mantenere il più possibile il calore senza disperderlo, per risparmiare energia.

Un ulteriore punto in cui la legge è molto rigorosa è il rendimento d’impianto. Tale valore è la sintesi dei rendimenti di:
- Sistema di produzione (Generatore di calore)
- Sistema di distribuzione
- Sistema di erogazione
I parametri sopra citati, sono fondamentali per decretare la situazione energetica dell’edificio sulla base della relazione EDIFICIO-IMPIANTO.

La legge 10-91 impone di redigere a cura di un professionista una relazione tecnica da depositare nel comune dove ha sede l'edificio.
La relazione va redatta e consegnata prima dell'avvio dei lavori di costruzione.

Nel 2005 è stato emanato il Decreto Legislativo 19.8.2005, n. 192 che pone limiti al valore del fabbisogno di energia primaria, espresso in kWh/m2•anno.
Tale decreto rende ancora più rigida la redazione delle relazione tecnica da depositare in comune prevista dalla legge 10-91 poiché i calcoli si dovranno fare anche per l’energia richiesta durante il periodo estivo; con questa legge comincia a nascere l'idea di edificio certificato sotto il profilo energetico.
A partire dal 2 febbraio 2007 è entrato in vigore il Decreto legislativo n.311 contenente disposizioni correttive ed integrative al Dlgs n. 192.

Disposizioni per la Regione Lombardia

La Regione Lombardia ha fissato dei criteri più restrittivi per determinare i requisiti di prestazione energetica mettendo a disposizione normative e procedure di calcolo differenti dal sistema nazionale.
La prima Delibera della Giunta Regionale in materia di contenimento energetico risale alla n. VIII/5018 del 26/06/2007 la quale attualmente registra le successive modifiche e integrazioni con DGR VIII/5773 del 31/10/2007 e DGR VIII/8745 del 22/12/2008.

I provvedimenti contenuti nella delibera sono finalizzati ad attuare il risparmio energetico, l'uso razionale dell'energia e la produzione energetica da fonti rinnovabili e sono stati adottati in conformità ai principi fondamentali fissati dalle direttive della Comunità Europea. 
 
Le nuove disposizioni riguardano tutte le tipologie di edifici così come sono classificate in base alla loro destinazione d'uso e sono pensate per garantire il contenimento dei consumi energetici e la riduzione delle emissioni inquinanti.
Più in particolare individuano le condizioni di progettazione e costruzione delle nuove strutture edilizie, di quelle da riqualificare e delle relative tipologie di impianti.

Sono esclusi dall'applicazione:
- Gli immobili ricadenti nell’ambito dei beni culturali e del paesaggio nel caso in cui le prescrizioni implicherebbero un alterazione inaccettabile del loro aspetto storico e artistico.
- I fabbricati industriali, artigianali e agricoli non residenziali quando gli ambienti sono mantenuti a temperatura controllata per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui del processo produttivo non altrimenti utilizzabili.
- I fabbricati isolati con superficie utile totale inferiore a 50 mq
- Gli impianti installati ai fini del processo produttivo, anche se utilizzati, in parte non preponderante, per gli usi tipici del settore civile

Oltre ai requisiti di prestazione energetica per le diverse tipologie di edifici, la delibera fissa i criteri per conferire loro la certificazione energetica, ossia quel complesso di operazioni svolte dai soggetti accreditati per il rilascio dell'attestato di certificazione.

Il conseguimento dell'attestato, infatti, avviene dopo aver determinato le prestazioni energetiche di ciascun edificio ed eventualmente, dopo aver stabilito alcuni caratteristici parametri energetici del sistema edificio-impianti.
 
La maggiore convenienza economica della riqualificazione energetica, ottenuta contabilizzando anche i costi che si riversano sull'ambiente, rientra nel sistema strategico di Regione Lombardia per accrescere la cultura del risparmio energetico attraverso comportamenti coscienti, condivisi e sostenibili, volti ad una efficace salvaguardia ambientale.